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Intervista alla ...


Dott.ssa Loredana Latina

Cardiologa territoriale
Medicina preventiva cardiovascolare
Comprensorio sanitario di Bolzano

Red: Qual è l’incidenza dell’infarto miocardico qui da noi in Alto Adige e come sono le probabilità di sopravvivenza?

Dott.ssa Latina:Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte della popolazione sia in Alto Adige che in tutta Europa.
Tra queste patologie rientra anche l’infarto del miocardio, che è causato da un’improvvisa occlusione di un’arteria cardiaca. Ogni anno in provincia di Bolzano circa 1300 persone sono colpite da infarto miocardico, che nel 30% dei casi può avere anche un esito mortale, soprattutto se si manifestano pericolose aritmie o se insorge un’insufficienza cardiaca perché il cuore non pompa più efficacemente. La mortalità può essere sensibilmente ridotta se si riesce a riaprire al più presto il vaso coronarico occluso.

Red: Come si possono riconoscere correttamente i sintomi di un infarto?

Dott.ssa Latina: Per un trattamento salvavita è essenziale riconoscere per tempo un eventuale infarto e allertare il numero di emergenza. Ogni minuto conta. La persona infartuata deve essere trasportata con urgenza in ospedale. Se si chiama prima il medico di famiglia o dei familiari oppure i vicini di casa, si perde solo tempo prezioso.
Se si avvertono i seguenti disturbi a livello cardiaco o al torace, si dovrebbe pensare subito ad un infarto miocardico e chiamare senza indugio il medico di emergenza:

  • Dolori intensi, che spesso si irradiano alle braccia, tra le scapole, al collo, alla mandibola o all’addome...
  • Forte senso di oppressione al petto...
  • Intenso bruciore...
  • Nausea, vomito, fiato corto e dolori all’addome superiore...
  • Sudorazione fredda, pallore


Red: Nella donna possono presentarsi sintomi diversi che nell’uomo, a che cosa bisogna fare attenzione?

Dott.ssa Latina: L’infarto miocardico non è una patologia prettamente maschile. Mentre nell’uomo il tasso di mortalità delle malattie cardiocircolatorie è in progressiva flessione, nella donna evidenzia un calo meno pronunciato e nella fascia di età tra i 40 e i 55 anni è addirittura in aumento, fenomeno a cui concorre anche il fatto che sempre più donne sono fumatrici.
Esistono differenze di genere anche in relazione ai sintomi dell’infarto miocardico. Spesso, anziché forti dolori, la donna avverte un senso di oppressione al petto o al dorso; inoltre, rispetto all’uomo, nella donna l’infarto cardiaco si manifesta spesso con sintomi cosiddetti aspecifici – ad esempio respiro corto o affannoso, nausea, vomito – ma anche con disturbi all’addome superiore. Se questi disturbi sono particolarmente intensi, come non era mai successo prima, è lecito sospettare che si possa trattare anche di un infarto.

Red: In caso di sospetto infarto miocardico, cosa si deve fare se si è soli e cosa, invece, se si è testimoni?

Dott.ssa Latina: Ogni infarto miocardico – indipendentemente dal tipo di disturbi – può causare in ogni momento e senza preavviso un arresto cardiaco improvviso. Al minimo sospetto di un infarto miocardico si deve chiamare immediatamente il numero unico di emergenza 112 e segnalare l’accaduto. Alla centrale di emergenza si deve comunicare per prima cosa il proprio nome, l’indirizzo e un recapito telefonico.
Che cosa si deve fare se si è da soli?
Mantenere la calma, sedersi, evitare di affaticarsi, seguire le istruzioni degli operatori del soccorso sanitario.
Se invece si è testimoni di un episodio di infarto, le principali misure da adottare sono le seguenti:

  • Non fare sdraiare la persona infartuata, ma farla adagiare in posizione comoda con il busto sollevato, per non sovraccaricare il cuore.
  • Slacciarle gli indumenti troppo stretti, come colletto, cravatta o cintura, affinché possa respirare meglio.
  • Tranquillizzare la persona, evitarle se possibile qualsiasi tipo di stress o agitazione.
  • Sostanzialmente evitare di lasciare da sola la persona infartuata, cercando di restare con lei sino all’arrivo dei soccorsi.


Red: Quali sono i principali fattori di rischio?

Dott.ssa Latina: L’infarto miocardico non è un fulmine a ciel sereno, ma l’esito di un lungo processo patologico, lento e silente, che in taluni casi dura da decenni. Alcuni fattori di rischio – quali l’età, la familiarità, il sesso – non sono modificabili. Altri fattori di rischio – quali l’ipertensione arteriosa, il fumo, le dislipidemie, il diabete, la sedentarietà, il sovrappeso, una dieta scorretta, lo stress – sono invece modificabili con un cambiamento dello stile di vita.

Red: Dott.ssa Latina:

Red: Che consigli vuole dare alla popolazione e, soprattutto, alle donne?

Dott.ssa Latina: Nella fase acuta, ovvero se si dovessero avvertire i sintomi di un infarto miocardico, è di importanza vitale attivare il servizio di emergenza sanitaria. Raccomando assolutamente di evitare di mettersi al volante o di farsi portare in ospedale da amici, conoscenti o parenti. Se si manifesta una pericolosa fibrillazione ventricolare, l’unico rimedio è il defibrillatore, di cui è dotato ogni mezzo di soccorso Inoltre, si dovrebbe essere consapevoli del fatto che ognuno di noi è in grado di abbassare sensibilmente il proprio personale fattore di rischio, evitando di proposito le cause di infarto – quali ad esempio il fumo e il sovrappeso – cercando di praticare sport o di fare semplicemente esercizio fisico a sufficienza e di nutrirsi in modo sano. Un altro aspetto da considerare è che non esiste età per cominciare a fare prevenzione e, quindi, sin dall’infanzia è importante adottare comportamenti corretti. In generale occorre tenere presente che tanto prima si producono danni alle nostre arterie, tanto maggiore sarà il rischio di essere colpiti in seguito da infarto.
Nella donna spesso l’infarto miocardico non viene diagnosticato perché i sintomi sono più difficili da riconoscere e anche perché la donna spesso sottovaluta i rischi per la propria salute. Anche essere sottoposti a stress o a fatiche prolungate può essere nocivo per la salute, come dimostrano numerosi studi. Spesso le donne, oltre a lavorare, si fanno interamente carico dell’organizzazione familiare e delle faccende domestiche. Se non ci si ritaglia del tempo libero, si può andare incontro ad un burnout, con un maggiore rischio di infarto.
Che cosa consiglio? In primo luogo, di non fumare, perché il fumo per la donna è ancora più dannoso; in secondo luogo, di cercare di alleggerire il proprio carico di impegni quotidiani e di farsi sostenere sul piano emotivo.